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Indice
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«Le parole che io vi dico,
non le dico da me stesso;
ma il Padre, che rimane in me,
compie le sue opere»
(Giovanni 14,10)
E dal Cielo, finalmente,
dal Grembo dal quale era uscito,
dal quale era venuto,
dal quale era stato mandato
a parlarci di Lui, del Padre,
a dirlo, a raccontarlo, a spiegarlo
a noi, a mostrarcelo
in se stesso...
Da lì, finalmente,
da quel Silenzio d’Amore,
da quello Sguardo di Pace,
da quel Sorriso di Benedizione,
dal battito di quel Cuore eterno e vivo
e amante della vita
e di noi...
Da quel Seno eternamente fecondo
al quale aveva rivolto ogni preghiera,
nel quale aveva versato ogni lacrima
e il sangue del suo sudore,
quella notte di paura e di pianto
e di obbedienza,
da quell’unico Abbraccio
in cui aveva trovato ogni consolazione...
Dalla Potenza di quell’Abbraccio eterno
al quale finalmente era tornato,
conducendo fin lì, fino al Padre,
ogni cosa creata e redenta,
e tutta la nostra umanità,
ognuno di noi...
Da lì ha mandato il suo Spirito,
la sua Vita Nuova oltre ogni morte,
e la Potenza stessa di quell’Amore
da cui mai nulla più ci potrà separare,
ormai. Se lo accogliamo.
Da lì ha soffiato su di noi il suo Spirito
ed è Fuoco d’Amore:
la sua Presenza in noi.
La sua stessa Carne Risorta
nella mia carne, oggi qui.
«Custodiamo dunque le parole,
la vita e l’insegnamento e il santo Vangelo
di colui che si è degnato
di pregare per noi il Padre suo
e manifestarci il nome di lui, dicendo:
“Padre, le parole che tu hai dato a me,
io le ho date a loro, perché sono tuoi.
Rendili gloriosi nella verità.
La tua parola è verità”»
(Francesco d'Assisi) |